«Volevo una strada che non fosse solo religiosa. Qualcosa per saltimbanchi e clerici vagantes, inquieti senza terra,  cantastorie e clandestini, ebrei erranti e fuggiaschi in cammino. 
E così, quando si formò la storica pattuglia, ci battezzammo “viandanti”, categoria meno nobile ma col suo orgoglio, che rivendicava la primogenitura sulla riscoperta di quella strada tutta laica e tutta italiana.
Non una moda, un’invenzione del marketing o delle aziende di soggiorno, ma una direttrice indiscutibile e solitaria, scolpita nella pietra, fatta di sangue e sudore,  percorsa da legionari e camionisti, apostoli e puttane, forzati e pecorai, condannati alla crocifissione e mercanti, carri armati e carrettieri. Una linea che ci possedesse.»
(Appia, Rumiz)

 

La Regina Ciclarum,  nome proprio di utopia a pedali
in bici lungo la futura Ciclovia del Tevere, dalle sorgenti Toscane al mar Tirreno, attraversando la Città Eterna (mappa e traccia gps).

The Regina Ciclarum
(la locandina dal set dell’Operazione Patronus)

Viaggio epico tra Terra e Acqua
al cospetto di sua Maestà il Tevere

Spazio di contaminazione popolare
dai silenzi selvatici alle periferie urbane, dai fasti monumentali alla vastità dell’oceano mare

Scenario di mobilità, storia, relazione, svago
nel cuore della capitale come nelle terre estreme, lontani dal traffico e dalla frenesia

Corridoio naturale di impetuosa bellezza
che nessun muraglione potrà mai imprigionare

Moto di riconciliazione
perche’ la città ed un popolo  tornino a dialogare con il fiume e le sue memorie

Rotta e approdo di mille linguaggi
oggi come nel passato, spazio meticcio di continue commistioni

Teatro e rievocazione di una epopea millenaria
racconto primigenio di idee, culture e merci venute da lontano

Atto simbolico di riappropriazione
tradizioni, vedute, suggestioni da recuperare un’ansa dopo l’altra

Assonanza emotiva al primato delle consolari
la Regina Ciclovia sorella minore dell’Appia, “Regina Viarum” di visioni e utopie

Qua la zampa

Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

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“Il futuro della conservazione del patrimonio e quello della tutela dell’ambiente e del paesaggio sono due facce della stessa moneta. E’ una moneta che non si gioca nel chiuso dei musei o di professionalità autoreferenziali, rifiuta ogni rituale di esclusione, ripudia il linguaggio criptico, i parrocchiali ammiccamenti fra addetti ai lavori.
Si gioca nel vivo della città, nella strenua difesa del paesaggio e dell’ambiente, nella consapevolezza dei valori etici, civili e sociali che vi sono associati. Essi non valgono proprio nulla se non contribuiscono a costruire, per noi e per le generazioni che seguiranno, un futuro migliore. Ma per farlo, questi valori etici, civili e sociali devono innervarsi nel tessuto vivo della città e del territorio, entrare a pieno titolo nel discorso politico (come la libertà, come la salute, come il lavoro, come la democrazia) e non essere il retaggio di pochi eletti. La scelta, infatti, è questa: o il nostro patrimonio culturale e paesaggistico torna ad essere luogo di autocoscienza del cittadino e centro generatore di energia per la polis (come vuole la Costituzione) , oppure esso è destinato a perire.”
(Salvatore Settis, “Paesaggio Costituzione Cemento”)