Introduzione

All’interno dell’Operazione Patronus  e delle visioni tiberine, una pagina dedicata alla relazione tra i romani e il Tevere:  un vivace scenario  rinnovato al passare dei secoli e delle generazioni, fino a quando, con la costruzione dei muraglioni a fine ‘800, e’ improvvisamente calato il sipario.
Sono state si’ scongiurate nuove e disastrose inondazioni, ma con esse e’ scivolato via il millenario legame tra Roma e il suo Tevere.

Amicizia dimenticata

Fin dalle origini della città, il dialogo appassionato con il fiume ha offerto ai romani un multiforme teatro di commerci e svaghi, ozi e professioni. Un vivace scenario rinnovato al passare dei secoli e delle generazioni, fino a quando, con la costruzione dei muraglioni a fine ‘800, e’ improvvisamente calato il sipario. Sono state si’ scongiurate nuove e disastrose inondazioni, ma con esse e’ scivolato via il millenario legame tra Roma e il suo Tevere. [ segue >>> ]

Il Tevere e la Storia

“Erano immagini scaturite da una macchina che finiva per mostrare – e con molta precisione – sia quello che interessava al fotografo, i suoi originali intenti, ma anche quello che finiva nell’inquadratura a dispetto dei suoi desideri.
Può succedere che a volte sia interessante quello che accade ai bordi piuttosto che al centro di alcune di queste fotografie. Siamo attratti da ciò che è sfuggito al controllo del fotografo.”
(dal “Progetto argini“, Conversazione di Francesca Fabiani con Vittore Fossati)

 

Poveri ma belli

Nella Roma del dopoguerra il bagno nel Tevere era un surrogato della vacanza al mare per i più poveri.
“Nel corso della prima metà del ‘900 le spiagge e i luoghi di villeggiatura in montagna si popolano, in estate, di famiglie della media borghesia; ma anche per operai, impiegati, lavoratori a basso reddito, tutti coloro che non possono permettersi il lusso di una vacanza completa, ci sono i treni organizzati dai “Dopolavoro” che consentono di trascorrere un “sabato fascista” al mare o ci sono i campi estivi per i più giovani.
Il fenomeno diventa di massa dopo la seconda guerra mondiale; la rinascita postbellica, con i primi segni di benessere e la disponibilità di mezzi di trasporto, diffonde l’abitudine alla vacanza estiva e avvicina gli italiani al mare; e il cinema sempre attento ai  fenomeni sociali scopre questo nuovo set e vi ambienta le proprie commedie. Il mare diventa il luogo simbolo della vacanza, e la vacanza è, per definizione, un momento di svago e di spensieratezza, ancor di più se è la conquista di un popolo che sta uscendo a fatica dalle traversie e dalle privazioni della guerra.
Con questo spirito il cinema affronta il tema delle vacanze estive al mare: le gite domenicali delle famiglie, gli incontri, gli amori, ma anche le avventure dei play boy nostrani, i vizi, le infedeltà; l’atmosfera di inusitata libertà di questo luogo spinge i personaggi ad uscire dagli abituali comportamenti di città e a cercare nuove esperienze; ma questa libertà, spesso, mette in luce gli aspetti più repressi e quindi quelli peggiori dell’uomo. E’ ‘Il boom economico’.”
(tratto da http://www.fotogrammidicarta.it/album_estate/estate_pagina02.htm )

Per approfondire: Dai “Fiumaroli” al Ciriola su TrastevereApp

Regina Acquarum

“A Roma l’acqua è stata da sempre uno degli elementi più importanti, il legame è indissolubile sin dalla sua fondazione, la cui storia è strettamente connessa al Tevere. Infatti, secondo la leggenda, le acque del Tevere salvarono Romolo e Remo conducendoli placidamente verso la lupa e nella sua valle si sviluppò il primo nucleo originario della città. Il fiume e le sue acque, venerati come divinità (Pater Tiberinus) furono sufficienti a dissetare per oltre quattro secoli una città in continua espansione.

[…] Tale abbondanza di acqua valse a Roma l’epiteto di Regina aquarum, ovvero regina delle acque.

Durante tutto il Medioevo, dopo l’assedio dei Goti (476 d.C.) che tagliarono gli acquedotti in modo da assetare la città, l’esigua popolazione rimasta tornò ad approvvigionarsi all’acqua del Tevere.

I cosiddetti acquari o acquarioli, prelevavano l’acqua all’altezza di Ponte Milvio filtrandola e riempendo barili e coppelle, la caricavano su asini o muli e la portavano in giro per la città o a domicilio, vendendola.

L’acqua del Tevere, a differenza di quel che potremmo pensare oggi, era ritenuta buonissima e salubre. Testimonianza illustre quella di quando Papa Clemente VII Medici si recò solennemente a Marsiglia nel 1533 dal Duca d’Orleans, portando con sé una quantità d’acqua del Tevere che potesse bastargli fino al suo ritorno, per non essere costretto a berne altra peggiore.”

(tratto da Neapolisroma)

Discese del Tevere oggi

Recuperare la relazione con il fiume seguendo i volontari della Discesa Internazionale del Tevere  in canoa, sup, gommone, packraft, dragonboat, bici (d’acqua e non), a piedi….. [ segue >>> ]

Rollup

Il rollup informativo dedicato all’amicizia dimenticata tra i romani e il fiume, esposto insieme agli altri nei PuntoGatto informativi itineranti.

Alvaro, classe 1944

Alvaro, classe 1944, romano de Campo de’ Fiori, a 14 anni frequentava i bagni sotto Castel Sant’Angelo. Salutava la madre e andava a fare i tuffi dai piloni. Era finita la guerra e i soldi per arrivare fino al mare non ce n’erano. Poveri ma belli, ci si preparava il “fagotto” per un pranzo in riva al fiume. Allo stabilimento der Ciriola si affittavano le ”mutandine” (trovarle della misura giusta non era facile) e poi giù in acqua, a fare a gara chi nuotava più velocemente fino all’altra sponda. Due o tre volte a settimana veniva anche Pasolini con i suoi libri da studiare. Poi il boom economico e la gente che si sposta alle spiagge di Ostia e Ladispoli. Anche Alvaro con sua moglie, laggiù fino al mare. Ora che è vedovo è tornato al suo fiume, il sorriso che rimanda agli anni della gioventù. Lo potete incontrare la mattina che prende il sole sdraiato in banchina, poco distante dai ricordi di settant’anni fa.

Qua la zampa

Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

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