Il Braccio della Morte all’Isola Tiberina, con le opportune modifiche strutturali, potrebbe diventare palestra e svago per surfisti metropolitani?

All’interno dell’Operazione Patronus – racconti dal basso, delle visioni fluviali  (BiodiverSiamo e PensoPositivo),  dopo la pagina sul River Surfing, un capitolo dedicato al rullo mortale all’isola Tiberina, con la speranza che un giorno possa diventare un parco per i surfisti metropolitani di tutto il mondo.

Le rapide tiberine

La diversa geografia dei due rami che abbracciano l’Isola Tiberina condiziona da sempre i relativi flussi d’acqua. Il ramo sinistro, attraversato dal fiume con minore velocità, è esposto a continui insabbiamenti. Nel ramo destro, all’opposto, dove l’acqua scorre più veloce, aumenta il rischio di erosione delle opere in muratura (in primis i pilastri  dei ponti).

I due rami tiberini immortalati dal Piranesi

Con la costruzione dei muraglioni, a fine ottocento, si era addirittura pensato di risolvere il problema del ramo sinistro interrandolo completamente. Per fortuna questa idea venne abbandonata, ma il problema della asimmetria dei rami si acuì: a fine lavori il braccio destro risultò più largo di 10 metri.

Ponte Fabricio insabbiato, nel 1905

Per  ristabilire l’equilibrio  dei flussi gli venne ridotta la portata edificando due briglie sotto Ponte Cestio e una soglia a valle dello stesso ponte, la cui presenza sommersa genera il rullo mortale in superficie.

Nel ramo sinistro nel 2004 venne invece costruita  una soglia mobile. L’altezza poteva essere regolata con dei pistoni idraulici, per adeguarla – al variare delle stagioni e dei periodi piovosi – al regime torrentizio del Tevere.  La leggenda narra che questa soglia, realizzata per contrastare i depositi di sabbia,  sia stata lei stessa vittima della sabbia, cessando la sua operativita’ ancor prima di essere inaugurata.

L’introduzione delle soglie ha permesso di ridurre erosione ed insabbiamento, ma ha reso impossibile la navigazione in quel tratto. (foto e testi da  isolatiberina.it)

Surfare sul Tevere

Ecco cosa scrive Gianni Russo in proposito: “Le rapide create dai dislivelli artificiali introdotti all’isola Tiberina, opportunamente modificate e affiancate da un processo di miglioramento della qualità delle acque, potrebbero essere sfruttate per attirare sportivi d’acquaviva  (canoa, kayak, sup, hydrospeed…) in un contesto unico al mondo, di grande valore storico e paesaggistico.
Attualmente, nel ramo destro la rapida a valle di ponte Cestio é da considerarsi infattibile – leggasi MORTALE.
Nel ramo opposto, invece, la rapida sotto ponte Garibaldi é fattibile previa valutazione da terra (piú il livello del fiume é basso, maggiori sono le insidie). La successiva, sotto l’arcata alla destra di ponte Fabricio, si presenta ondosa, con frangente inversamente proporzionale al livello del fiume (in alternativa e solo con acqua alta, lo stesso Ponte Fabricio puo’ essere passato sotto l’arcata di sinistra). In ogni caso, la navigazione é consigliata soltanto ad esperti.”

Oltre alle periodiche discese in gommone, in passato ci fu addirittura una gara di slalom. “Proprio li dove è nata la città, c’era una volta come reciterebbero le favole, una bella rapida percorribile, tale da suggestionare pionieri della canoa fluviale e permettere lo svolgimento di una gara slalom, era il 1969! Quella rapida da lì a poco sarebbe scomparsa, per dar spazio ad uno sbarramento di cemento, con i lavori nell’alveo del ramo dell’estate 1994. Lo sbarramento crea un rullo cosidetto ‘mortale’, rendendo impossibile la fruibilità sportiva del fiume in maniera continua. Pericolosissimo, obbliga al trasbordo via terra. Solamente con la piena il fiume riesce a superare in altezza questo ostacolo: quando l’idrometro di Ripetta segna 7,30, sopra il rullo si  sviluppa un treno d’onde, a più alti livelli scema in un correntone forte ma piatto. Al calare della piena, quando si ripresenta il il treno d’onde, ardimentosi canoisti ripercorrono quell’antica via fluviale ritrovando divertimento e fantasia. Incredibile se si considera il contesto urbano in cui si svolge. La favola sarebbe a lieto fine  se la situazione giocosa si potesse ripetere con maggiore frequenza, magari prodotta artificalmente dall’uomo,  a riparare il fiume del torto subito. Trasformare il rullo mortale  in un’onda artificiale da gioco?” (Giovanni Pepozzi)

Onde statiche nel mondo

A differenza dell’onda in ambiente marino, l ’onda statica non frange mai, offrendo uno scenario di gioco adatto a tutti: appassionati di giochi acquatici, curiosi, turisti. Una esperienza da vivere come un vero e proprio parco divertimenti.

Al mondo sono registrate più di 100 onde statiche. Le 10 in suolo europeo (tra cui Monaco, Londra, Praga, Bratislava e Gran Canaria), rappresentano da anni importanti punti d’interesse per il turismo sportivo e non, accogliendo durante tutto l’anno migliaia di turisti e numerose manifestazioni. La fruizione gratuita durante tutto l’anno attira sportivi, turisti e semplici curiosi per divertirsi. (da Il progetto “Subiaco sulla cresta dell’Onda“)

River surfing is not a crime. It’s a fun alternative to ocean waves and an excellent option for inland surfers who live hundreds or thousands of miles away from the classic surfing waves. (da surfertoday)

subiaco_cresta_onda

Rafting e altre esperienze

Mentre il braccio destro è praticamente interdetto a causa della presenza del rullo mortale,  le rapide in riva sinistra rappresentano già da ora una emozionante esperienza nel centro di Roma, come raccontato dal video sferico girato in presa diretta durante la Discesa delle Scope organizzata dai volontari DIT il 6 gennaio 2020.

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River surfing all’Isola Tiberina
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