Greenways

Testo seguente tratto da Associaz. Italiana Greenways

In termini molto generici una “greenway” (in italiano via verde o percorso verde) viene definita da Tom Turner (1998) come un “percorso piacevole dal punto di vista ambientale”.
Questa definizione deriva dall’analisi del termine “greenway”, che racchiude due concetti:

  • green (verde) che sta ad indicare non solo ciò che è vegetato ma tutto ciò che è apprezzabile dal punto di vista ambientale e quindi naturalistico, paesaggistico, storico-architettonico e culturale;
  • way (via, percorso) che oltre ad indicare fisicamente le vie di comunicazione (strade, ferrovie, fiumi, ecc.) rimanda ad un’idea di movimento, di comunicazione, di attività.

“il termine Greenways può essere interpretato come un sistema di territori lineari tra loro connessi che sono protetti, gestiti e sviluppati in modo da ottenere benefici di tipo ricreativo, ecologico e storico-culturale”. In un’ottica di mobilità, “le greenways possono costituire un sistema di percorsi dedicati a una circolazione non motorizzata in grado di connettere le popolazioni con le risorse del territorio (naturali, agricole, paesaggistiche, storico-culturali) e con i “centri di vita” degli insediamenti urbanistici, sia nelle città sia nelle aree rurali.” (Art. 2 del regolamento dell’Associazione Italiana Greenways, approvato il 17.12.1999 dall’Assemblea Nazionale dei soci dell’AIG in Milano).
La Dichiarazione di Lille (2000), sottoscritta dalle principali associazioni europee che operano sulla tematica, precisa che le greenways “devono avere caratteristiche di larghezza, pendenza e pavimentazione tali da garantirne un utilizzo promiscuo in condizioni di sicurezza da parte di tutte le tipologie di utenti in qualunque condizione fisica. Al riguardo, il riutilizzo delle alzaie dei canali e delle linee ferroviarie abbandonate costituisce lo strumento privilegiato per lo sviluppo delle greenways”.
In tale contesto, l’idea di greenway va oltre quella di un semplice pista ciclabile (con cui spesso viene confusa), investendo aspetti più strutturali, come la valorizzazione e la riqualificazione delle risorse naturali, la promozione di uno sviluppo sostenibile, il recupero dei paesaggi degradati e lo sviluppo armonico delle città, e rivolgendosi non solo ai ciclisti ma a tutti gli utenti non motorizzati.

Si possono individuare sei caratteristiche principali che contraddistinguono le greenways:

  • la sicurezza, in quanto sono percorsi fisicamente separati dalla rete stradale ordinaria dedicati esclusivamente a utenti non motorizzati;
  • l’accessibilità, per tutte le tipologie di utenti con diverse caratteristiche e abilità (bambini, anziani, ecc.);
  • la “circolazione dolce”, legata ad esempio alle pendenze moderate, che consente di fruire “lentamente” i percorsi offrendo un diverso punto di vista sui paesaggi circostanti;
  • la multiutenza, in quanto le greenways sono generalmente percorsi aperti a tutte le tipologie di utenti (pedoni, ciclisti, escursionisti a cavallo, ecc.), anche se in situazioni particolari alcuni utenti possono essere esclusi;
  • il recupero di infrastrutture e strutture esistenti, quali sentieri, strade storiche, alzaie, linee ferroviarie dismesse, strade rurali minori, ecc., per la realizzazione dei percorsi e delle strutture di servizio (luoghi di sosta e ristoro, punti informativi, ecc.);
  • l’integrazione con l’ambiente naturale, che permette alle greenways di offrire un accesso rispettoso alle aree di particolare pregio naturale e svolgere un’importante funzione educativa consentendo una conoscenza e una fruizione sostenibile del territorio.

In tal senso, le greenways possono portare ampi benefici per le popolazioni coinvolte, che vanno oltre quello di avere a disposizione percorsi piacevoli e sicuri, quali:

  • contribuire allo sviluppo delle regioni rurali attraversate, portando ricchezza e incentivi per la creazione di nuove attività imprenditoriali;
  • favorire la diffusione delle attività all’aria aperta, con effetti benefici sulla salute dei cittadini;
  • promuovere lo sviluppo di una nuova forma di turismo, attivo, responsabile e sostenibile;
  • favorire la conoscenza della natura e il rispetto dell’ambiente;
  • migliorare la mobilità in ambito urbano e periurbano, creando un sistema di percorsi riservati agli utenti non motorizzati, e contribuendo in tal modo a migliorare la qualità della vita nelle città;
  • favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, architettonico, culturale, ambientale e paesaggistico, così come delle tradizioni e delle tipicità delle zone attraversate.

Ciclovie

Nel panorama dei grandi assi di mobilità (ciclo)turistica, con le future ciclovie che attraverseranno l’Italia e l’Europa, scendendo dal nord o risalendo dal sud, la Regina e il Sentiero Pasolini rappresentano i due percorsi, lungo il fiume, che permetteranno il collegamento con Roma. A nord il raccordo con la via Francigena e la Ciclovia del Sole, a sud l’affaccio sulla Ciclovia Tirrenica.

“Lo spazio, grande prodotto sociale costrutito e modellato nel tempo,
non e’ infinitamente disponibile ai cambiamenti dell’economia, delle istituzioni e della politica.
Non solo perche’ vi frappone la resistenza della propria inerzia,
ma anche perche’ in qualche misura costruisce la traiettoria
lungo la quale questi stessi cambiamenti possono avvenire.”
(“La citta’ dei ricchi e la citta’ dei poveri”, Bernardo Sechi)

Ciclovie Fluviali

All’interno del panorama più generale delle ciclovie, le ciclovie lungo i fiumi sono una realtà consolidata in diversi paesi, compresa l’Italia (almeno al nord). La presenza dello specchio d’acqua, il comodo dislivello, i servizi annessi attirano turisti, attenzioni e risorse.

A quando la Regina Ciclovia del Tevere? Oltre 400 km da attraversare lentamente, dalle sorgenti nelle Terre Estreme , attraversando Roma per raggiungere l’Oceano Mare.

In attesa, ci avventuriamo con la Discesa Internazionale del Tevere e ci consoliamo (e sogniamo) con la sorella Ciclovia della Drava: 510 km tra Italia, Austria, Slovenia e Croazia, tra i paesaggi mozzafiato e la gentilezza del fiume.

Fotoracconto

Il fotoracconto della esplorazione della Drava nel luglio 2018, ad immaginare un futuro anche lungo il fiume Tevere.

TerreVive

Angolo dedicato a iniziative (in calendario, e non), notizie dai social, rassegna stampa, approfondimenti, ....

Qua la zampa

Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

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