Intro

“L’Italia contadina divenuta malamente urbana
è soggetta a deprimenti distorsioni psicologiche:
scambia spesso per progresso l’inumana malformazione delle città,
per civiltà il biossido di carbonio,
per benessere il fumo delle ciminiere,
per affermazione di libertà l’eliminazione di ogni parvenza di natura”
(“La distruzione della natura in Italia”, Antonio Cederna, 1975)

Dal set di locandine dell’Operazione Patronus, una pagina dedicata a visioni e suggestioni incentrate sulla Maestà del Tevere e l’incanto della Regina.
Una ispirazione che i Gatti della Regina propongono a tutti i romani che per ritrosia o pigrizia, continuano a schivare il loro fiume.
Diffondiamo, espandiamo, elaboriamo  insieme un nuovo modo di vedere i nostri territori, sviluppando progetti e incontrandoci lungo le sponde.

Romani e Tevere

appunti e memorie di una amicizia dimenticata

“Una città percorsa da un fiume
sembra che non se ne possa allontanare troppo
se non a patto di inaridire
quasi che i fiumi anche in tempi straordinariamente progrediti come i nostri
continuassero ad esercitare la loro misteriosa  funzione.
Apportatori di vita,
Roma vecchia a differenza della nuova è tutta fiumarola.
Argini frequentatissimi e allegri la circondavano una volta.”

(Vincenzo Cardarelli)

Fin dalle origini della citta, il dialogo appassionato con il fiumeha offerto ai romnai un multiforme teatro di commerci e svaghi, ozi e professioni. Il lento macinare dei mulini, il continuo viavai delle merci, gli schiamazzi dei bagnanti, lo scorrere operoso dei battelli, animavano lo specchio tiberino da mattina a sera, suggellando la relazione tra pietra e acqua, vicoli e ripe, uomini e riflessi.

Un vivace scenario rinnovato al passare dei secoli e delle generazioni, fino a quando, con la costruzione dei muraglioni a fine ‘800, e’ improvvisamente calato il sipario. Sono state si’ scongiurate nuove e disastrose inondazioni, ma con esse e’ scivolato via il millenario legame tra Roma e il suo Tevere.

“Viviamo in un luogo,
ma abitiamo in una memoria”
(J.Saramago)

 

Incanto della Regina

« L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà;
se ce n’è uno, è quello che è già qui,
l’inferno che abitiamo tutti i giorni,

che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti:
accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno,
non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. »
(Italo Calvino, “Le città invisibili”)

 

Paesaggi della Regina

“si incontrano paesaggi
camminando nella vita
che ci appartengono,
e paesaggi altri,
impossibile ogni legame
che non sia ignota meraviglia”
G.L. Ferretti, “Reduce”

 

Notti romane

Non sapevo che il buio
non è nero
Che il giorno non è bianco
Che la luce
acceca
E il fermarsi è correre
Ancora
di più
(
Goliarda Sapienza)


(la Città Eterna di notte)

“La notte, a Roma, par di sentire ruggire leoni.
Un mormorio indistinto è il respiro della città, fra le sue cupole nere e i colli lontani, nell’ombra qua e là scintillante; e a tratti un rumore roco di sirene, come se il mare fosse vicino, e dal porto partissero navi per chissà quali orizzonti. E poi quel suono, insieme vago e selvatico, crudele ma non privo di una strana dolcezza, il ruggito dei leoni, nel deserto notturno delle case.”
(Carlo Levi – “L’orologio”)


(la Pedalata Mannara sulla Via al Mare)

 

Siamo tutti biodiversi

quanti modi di vivere una ciclabile?

 

Ciclovie

Rete

Nel panorama dei grandi assi di mobilità (ciclo)turistica, con le future ciclovie che attraverseranno l’Italia e l’Europa, scendendo dal nord o risalendo dal sud, la Regina e il Sentiero Pasolini rappresentano i due percorsi, lungo il fiume, che permetteranno il collegamento con Roma. A nord il raccordo con la via Francigena e la Ciclovia del Sole, a sud l’affaccio sulla Ciclovia Tirrenica.

“Lo spazio, grande prodotto sociale costrutito e modellato nel tempo,
non e’ infinitamente disponibile ai cambiamenti dell’economia, delle istituzioni e della politica.
Non solo perche’ vi frappone la resistenza della propria inerzia,
ma anche perche’ in qualche misura costruisce la traiettoria
lungo la quale questi stessi cambiamenti possono avvenire.”
(“La citta’ dei ricchi e la citta’ dei poveri”, Bernardo Sechi)

 

Fluviali

Le ciclovie lungo i fiumi sono una realtà consolidata in diversi paesi, compresa l’Italia (almeno al nord). La presenza dello specchio d’acqua, il comodo dislivello, i servizi annessi attirano turisti, attenzioni e risorse. [……..] (segue nell’articolo)

Le news della Regina

Qui l’elenco completo delle ReginaNews dove approfondire le visioni e leggere le altre imprese feline.