La Ciclovia della Bonifica nasce come progetto di riqualificazione delle zone al confine tra il Comune di Roma e Fiumicino, connettendo i due Comuni attraverso un nuovo corridoio verde pedonale e ciclabile che mette a frutto gli elementi che caratterizzano il sito e che al momento versano in uno stato di incuria.

La Ciclovia della Bonifica

All’interno delle Visioni Tiberine e del tema della bonifica del litorale romano, condividiamo con gioia la tesi della designer Silvia Cucca dedicata alla riqualificazione di un territorio che lambisce la Via al Mare.

Il litorale, il residuo e la città
La Ciclovia della Bonifica nasce come progetto di riqualificazione delle zone al confine tra il Comune di Roma e Fiumicino, aree che spesso sfuggono al controllo delle istituzioni e diventano “residuo”, come teorizza Gilles Clément nel Manifesto del Terzo Paesaggio.
Per rigenerare queste zone di bordo, l’idea è stata convertire il confine da luogo di separazione a punto di fusione, connettendo i due Comuni attraverso un nuovo corridoio verde pedonale e ciclabile che mette a frutto gli elementi che caratterizzano il sito e che al momento versano in uno stato di incuria.

“In ambito urbano i residui corrispondono a terreni in attesa di una destinazione o in attesa dell’esecuzione di progetti sospesi. Gli sfasamenti temporali,spesso lunghi, permettono alle aree urbane abbandonate di coprirsi di un manto forestale.”
Manifesto del Terzo paesaggio – Clément

Il nuovo corridoio verde si accosterà al Collettore Generale delle Acque Alte, canale artificiale costruito durante la Bonifica di Maccarese, che nasce dal basso Tevere per poi sfociare nel mare di Focene, passando per l’Agro Romano.
La Ciclovia della Bonifica propone un nuovo sistema di collegamento fluido, pubblico e a zero emissioni che si oppone all’unica soluzione di collegamento tra i due Comuni basata sul solo utilizzo di mezzi privati.
L’introduzione di un tragitto pedonale e ciclabile in sede propria fornirà un nuovo modo di vivere questi luoghi poco sicuri per la circolazione di pedoni e ciclisti e costituirà un’importante occasione per vivere e conoscere la storia del litorale e dei luoghi a valle della città, mettendo in risalto la caratteristica presenza di acqua e natura spontanea e divenendo un nuovo sito attrattore per il turismo sportivo e culturale nonché un momento di educazione ambientale.

I benefici

Ricapitolando, i benefici che si possono trarre da questo intervento sono:

  • Migliorare la qualità del territorio e la sua vivibilità
  • Fornire un percorso sicuro per gli avventori ciclisti di via della Muratella
  • Mettere a frutto gli elementi esistenti senza costruirne di nuovi
  • Rendere fruibili i luoghi protetti dalla Riserva Naturale Statale del Litorale Romano
  • Risolvere il gap tra le ciclabili di Fiumicino e la Regina Ciclarum
  • Sviluppa il turismo locale per tutte le fasce di età

L’intervento è minimo e a basso impatto ambientale.

Progetto di Silvia Cucca per la tesi di Laurea Specialistica in Design di Sistemi presso l’Istituito Superiore per le Industrie Artistiche  (ISIA) di Roma.

Qua la zampa

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