Con la fine della seconda guerra mondiale, il decollo industriale e la migrazione verso le citta’, si chiude il capitolo della bonifica iniziato oltre duecento anni prima. L’eredita’ dei nuovi terreni viene capitalizzata per nuove economie (abitative, turistiche, industriali, …) Nel frattempo nasce l’ecologia e con essa un ripensamento generale: alle paludi viene restituito “diritto di cittadinanza”, in quanto importanti custodi della diversita’ naturale  e attori strategici nella gestione dei regimi  idraulici.

La bonifica dell’agro romano

Il tema della bonifica in Italia,  risale indietro nel tempo fino alla storia etrusca. Ma solo nel Settecento, con lo sviluppo della cultura illuminista, la ricchezza delle nazioni viene associata allo sviluppo agricolo, considerato il motore del progresso industriale, economico e sociale. La bonifica acquisisce quindi un ruolo prioritario nei progetti di sviluppo: le paludi, improduttive e “malsane”, diventano l’oggetto di profondi interventi ad opera dell’uomo sull’ambiente.

Nel 1865 il 9% dell’intera superficie del regno d’Italia risultava « infestato dalla malaria ». In meno di 60 anni furono bonificate oltre trecentomila ettari di terre,  affiancando al risanamento dei terreni lo sviluppo viario e abitativo.

In particolare, nel Lazio ed in seguito alla proclamazione di Roma capitale, lo Stato Italiano, con una legge del 1878, progetta e realizza, a partire dal 1884, il prosciugamento delle paludi e degli stagni del Delta Tiberino, da Ostia a Maccarese, ad opera di braccianti cooperatori ravennati. Il risanamento del Litorale Romano e la sua destinazione ad uso agricolo sono completati, a partire dagli anni 20 del ‘900, per mezzo della bonifica integrale, l’appoderamento delle terre e la loro colonizzazione con l’immigrazione di genti provenienti da varie regioni d’Italia.

Nonostante il raddoppio della popolazione avvenuto in Italia nell’arco di un secolo,  l’eccesso di produzione agricola alimento’ il benessere interno e l’esportazione di prodotti alimentari.

Con la fine della seconda guerra mondiale, il decollo industriale e la migrazione verso le citta’, si chiude il capitolo della bonifica iniziato oltre duecento anni prima. L’eredita’ dei nuovi terreni viene capitalizzata per nuove economie (abitative, turistiche, industriali, …) Nel frattempo nasce l’ecologia e con essa un ripensamento generale: alle paludi viene restituito “diritto di cittadinanza”, in quanto importanti custodi della diversita’ naturale  e attori strategici nella gestione dei regimi  idraulici.

Tra le grandi problematiche che l’Unità d’Italia aveva ereditato dal passato governo, quello del risanamento idraulico dell’agro Romano si presentava come la più urgente per l’avvenire di Roma e senza dubbio la più impegnativa.

Nel 1870 l’area del Delta tiberino era caratterizzata da estesi terreni palustri dominati dei grandi stagni di Ostia e Maccarese : un paesaggio cosparso di ruderi in cui si potevano ammirare i resti delle antiche città di Ostia e Porto e dove le acque stagnanti costituivano l’elemento di spicco in una landa disabitata.

Nel 1874 l’ingegnere Raffaele Canevari, incaricato dei primi rilievi per l’opera di bonifica, così scriveva il territorio che circondava la capitale : “le miserande condizioni di questi luoghi fanno singolare contrasto con la tradizione storica che sulle foci del Tevere ci descrive popolose e sontuose città, e su queste spiagge marine, ove regna ora la solitudine, una lunga sequela di palazzi e di ville. Chi oggi visita quella regione sarebbe indotto a ritenere mendace la storia, se gli avanzi degli antichi edifizi non rimanessero a testimonio della floridezza e salubrità di una volta”

(Giuseppe Lattanzi, da “Fiumicino tra cielo e mare – una storia da vedere”, di AA.VV. )

I beni della riserva del Litorale

Per quanto riguarda i casali della bonifica in ambito agricolo, è consentito localizzare attività di agriturismo, turismo naturalistico e rurale, senza alterare le condizioni del paesaggio circostante ed è consentito attrezzare punti informativi a servizio della Riserva, punti vendita per produzioni locali e punti di ristoro.

I beni tipizzati individuati dal piano paesaggistico (art. 134 comma 1 lettera ‘c’ del codice 42/2004), vengono così declinati (in attuazione del d.lgs. 42/04) all’interno della riserva del litorale romano:

  • aree agricole identitarie della campagna romana e delle bonifiche agrarie (interessa gran parte del territorio agricolo collinare)
  • insediamenti urbani storici e territori (il  villaggio storico rurale di Maccarese a ridosso del castello Rospigliosi)
  • borghi dell’architettura rurale ed i beni singoli identitari dell’architettura rurale (i centri agricoli della bonifica di maccarese  e più in generale i borghi rurali)

Nell’area dell’antico lago/stagno di Maccarese sono auspicati interventi di ripristino ambientale con valore didattico documentale, che ricrei l’ambiente delle paludi antecedenti la Bonifica, tramite l’allagamento di una piccola porzione di terreno agricolo depressa, sovrapponibile al sito Le Cerquete-Fianello.

(Dal Rapporto Ambientale del Piano di Gestione Riserva Naturale Statale Litorale Romano)

(GattiVolanti al Belvedere Galeria)

Gatti e bonifica

L’idea di approfondire il tema della bonifica del litorale Romano nasce con la pedalata del 13 maggio 2018 organizzata dalle Associazioni Insieme per la Curtis Draconis e Ostia in Bici.  Partendo dal polo museale di Ostia Antica, durante la giornata si e’ tornato indietro nel tempo per recuperare la storia dei braccianti ravennati, protagonisti  del risanamento delle paludi nostrane alla fine  dell’800. [segue >>>]

Ecomuseo

L’ ecomuseo del litorale romano e’ “nello stesso tempo, spazio di fruizione pubblica, luogo di costruzione di memoria e di identità e laboratorio di ricerca”.

  • Polo museale Ostiense (Ostia Antica). Attivo dal 1994 ed ora in fase di completamento e di ampliamento, sviluppa il tema delle grandi trasformazioni fisiche e antropiche del litorale e delle bonifiche idrauliche e agrarie del delta.
  • Polo museale Aurelio (Maccarese) . E’ il secondo Polo Museale realizzato dalla CRT. Il Polo è dedicato alla storia della campagna romana verso il mare e in particolare alle vicende legate al lavoro delle genti per la redenzione del territorio e il suo utilizzo agricolo nel corso degli ultimi due secoli.

Pedalate tematiche

All’interno del Calendario Felino, sono state strutturate due pedalate sul tema della bonifica, in collaborazione  con le associazioni Curtis Draconis e Ostia in bici (in riva sinistra) e  Civetta Ludens e Programma Natura (in riva destra).

  • Pedalata nei paesaggi dell’acqua” – 22 giugno 2019   [ segue >>> ]
  • Pedalata della Bonifica” – 5 ottobre 2019 [ segue >>> ]

Pannello al Belvedere Galeria

Al Belvedere Galeria, in prossimità dell’impianto irriguo realizzato durante il periodo fascista, una area di sosta immersa nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. Una panchina e una edicola per avvicinarvi alla magia del fiume e della storia della bonifica. [ segue >>> ]

Letture

  • Le bonifiche in Italia (Atti del Convegno di Castiglione della Pescaia 26-27 settembre 1986)
  • Fiumicino tra cielo e mare – una storia da vedere, di AA.VV.
  • altre letture

La Scafa Tiberina

Anche sul Tevere, nei pressi della foce, ai tempi della bonifica del litorale romano ad opera dei braccianti ravennati e prima  della costruzione di un ponte che superasse il fiume, le due sponde erano collegate da una scafa. [ segue >>> ]

Progetto Ciclovia della Bonifica

La Ciclovia della Bonifica nasce come progetto di riqualificazione delle zone al confine tra il Comune di Roma e Fiumicino, connettendo i due Comuni attraverso un nuovo corridoio verde pedonale e ciclabile che mette a frutto gli elementi che caratterizzano il sito e che al momento versano in uno stato di incuria. [ segue >>> ]

Tevere360

L’impianto irriguo al Belvedere Galeria fu costruito all’epoca del fascismo per garantire l’irrigazione dei campi a nord del Tevere e fino ai terreni di Cerveteri Sasso. L’acqua del fiume raggiunge le coltivazioni grazie ad un canale artificiale che nasce dall’impianto ed è alimentato da pompe dalla porta di 2000 litri al secondo.

Grazie alla mirabolante GattoSfera un modo nuovo di vedere le Terre della Regina. Foto e video a 360 gradi per scompigliare stereotipi e luoghi comuni sul fiume e i suoi territori. [ segue >>> ]

Qua la zampa

Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

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