All’interno delle Discese del Tevere dei volontari DIT e degli scenari di biodiversita’ delle Terre della Regina, dopo la finestra sul Sup, è ora il turno della canoa canadese. Quanti modi ci sono di vivere il fiume ed i suoi territori?

Canoa canadese, il fiume dal suo interno

Non tutti sanno che il Tevere e’ praticamente tutto navigabile con canoe e kayak da Città di Castello fino alla foce saltando con trasbordi gli sbarramenti artificiali e le dighe che si incontrano lungo il percorso.
L’imbarcazione ideale per farlo è comunque la canoa canadese che può essere condotta indifferentemente da 1 o 2 canoisti e dispone di molto spazio per trasportare bagagli fino a circa 100 chili (incluse biciclette o attrezzatura per fare campeggio nautico).
Ormai da 41 anni , ogni anno viene organizzata la Discesa Internazionale del Tevere (DIT) che in otto tappe conduce canoisti camminatori e ciclisti proprio da Citta di Castello fino a Roma.

(locandina estratta dal set dell’Operazione Patronus – racconti dal basso)

La tappa regina rimane comunque quella del 1 maggio, l’ultima nel tratto che il fiume bagna la città eterna. La partenza è all’altezza della circonvallazione salaria(via olimpica) con arrivo a Ponte Marconi.
Il primo ostacolo è la rapida di Ponte Milvio semplice ma tecnica nell’individuare il treno giusto di onde, questa può essere sfruttata a scopo didattico per fare diversi esercizi utilizzando le zone di morta generate dai piloni del ponte.
Qui siamo nella zona dei circoli remieri con i loro barconi galleggianti da dove prendono il fiume i canottieri in allenamento, una tradizione per Roma.

Dopo la zona stadio olimpico/foro italico entriamo nel centro città con i suoi muraglioni che la proteggono ma ne limitano un po’ la vista. Poco male, tanto i monumenti e i palazzi principali riusciamo a vederli lo stesso.
Sulla riva destra, in sequenza, la chiesa del sacro cuore del suffragio in stile neogotico, il palazzaccio sede della corte di cassazione e Castel Sant’Angelo con il ponte omonimo. Quest’ultimo merita una sosta almeno per salire sopra gli argini e vedere il fiume con le canoe dall’alto.

Si riparte alla volta dell’Isola Tiberina verso la grande rapida di Roma, che si trova sul ramo sinistro, il destro presenta un “impraticabile” con un salto che genera un rullo mortale assolutamente da evitare. Prima di affrontarla (sempre sul ramo sinistro) si va in scouting per leggerla esattamente, capire le condizioni e la portata del fiume (con poca acqua e’ più difficile) e, se considerata percorribile, individuare la linea migliore da seguire, fermo restando che chiunque non se la senta trasbordera’ sulla banchina sinistra per riprendere il fiume poco piú a valle. Piccola sosta sull’isola prima di ponte rotto e di nuovo una rapida semplice sotto l’arcata di sinistra di ponte Palatino (ponte di ferro).

Ultimo tratto quello di Roma sud toccando il porto di ripa Grande (dx) e il porto dell’Emporio (sx), Testaccio e il grande esempio di archeologia industriale con il gazometro e gli stabilimenti ex Mira Lanza tra i ponti dell’Industria e della Scienza.

Con lo sbarco a Ponte Marconi termina questa tappa, qui ci aspetta una sdraia rigenerante aĺla spiaggia di Roma Tiberis oppure una visita alla basilica di San Paolo fuori le mura.

Questa tappa in canoa seguita da camminatori e ciclisti non è una semplice giornata all’aria aperta ma un vero e proprio esempio di mobilita’ sostenibile nel centro di Roma sfruttando la sua via d’acqua. Anche se  bistrattata da tutti e equiparata ingiustamente ad una fogna a cielo aperto, può invece essere considerata alla stregua, se non migliore, dei fiumi che bagnano le grandi capitali europee. Dobbiamo solo apprezzarla e fruirla di più, cosi da fare pressione sui vari organi competenti demandati alla sua gestione e cura.

Vivete il Tevere che è bellissimo.

Eros Roi Piersanti
Referente AICAN centro sud

Canoa in Tevere360

Le fotosferica  scattata dalla canoa durante la giornata AICAN.

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(tratto dal sito AICAN)

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Canoa canadese