Una pagina dove raccogliere gli strascichi  che funestano le Terre della Regina dopo ogni piena. Il fango in primis rappresenta un pericolo nell’immediato e una dannazione nelle settimane a seguire.

Fango ed altre sventure

All’interno dell’operazione Ippocrate (curiamo il bene comune), una pagina dove raccogliere gli strascichi  che funestano le Terre della Regina dopo ogni piena. Il fango in primis (chiamarlo “limo” è una gentilezza che non merita) rappresenta un serio pericolo nell’immediato e una dannazione nelle settimane a seguire.

Se non viene infatti rimosso prontamente,  trasforma la sede ciclabile (e gli scalini che scendono dal piano stradale) in una micidiale e scivolosissima  trappola. I ciclisti rischiano  di sbandare e cadere, i pedoni  si ritrovano le scarpe sprofondate fino alla caviglia. Chi si trova alle prese con questa calamità il più delle volte è costretto a fare dietro front, alla ricerca di una fontanella dove recuperare un minimo di dignità.

(Il video girato sotto Castel S.Angelo, con i malcapitati alle prese con il fango)

Il fango è   una calamità anche a lungo termine. Una volta consolidato è percorso dai solchi profondi generati dal continuo passaggio di biciclette, dentro cui ciclisti e runner devono imparare a mantenersi in equilibrio.

Il fango è una dannazione anche per le squadre di pulizia, specie quando intervengono dopo settimane. A quel punto si trovano davanti uno strato oramai compatto e molto resistente.

Il problema si rigenera ad ogni pioggia, quando il fango non rimosso torna ad essere scivoloso.

 

Regina Animata

Dal set  ReginaAnimata, la banchina sotto castel S.Angelo ripresa al variare delle stagioni, indietro con la memoria per non abituarsi al degrado.

Il fango non rimosso, viene presto colonizzato dalla vegetazione, nascondendo l’originale banchina di san pietrini.

Foto

Una breve panoramica fotografica su alcuni tratti interessati dal fango.

Foto360

Dal set di foto a tutto tondo Tevere360 (usare il mouse per spostare il punto di visuale) due scatti dedicati al problema del fango.

I turisti venuti da tutto il mondo ed abituati a vivere il fiume della loro città (vedasi le esperienze a Lione, Basilea, Parigi, Londra, NewYork, ….) ogni giorno si affacciano sul Tevere per seguire una interminabile fila di orme che sprofondano inesorabilmente nel fango.

Per chi si avventura in banchina, questo è il desolante spettacolo dopo qualche settimana dalla piena. Ben visibili i camminamenti che vengono impressi nel fango, a realizzare un corridoio per tutti coloro che non si arrendono. Specie i primi giorni, sulla traccia calpestata si procede a senso unico alternato.

Chi percorrendo la ciclabile si trova improvvisamente un banco di fango, per evitare il peggio è costretto a caricarsi di peso bici o passeggino, risalire le ripide  scale fino al piano stradale, superare il tratto problematico, quindi ridiscendere in banchina.

Appalto per le pulizie ?!?!?!

Che fine ha fatto l’appalto regionale che dovrebbe tenere pulita la banchina?

“manutenzione garantita per tre anni. In particolare il servizio prevede la cura del verde lungo le banchine, il taglio della vegetazione vecchia e delle piante pericolanti, la rimozione di tronchi e rami, e dei rifiuti e dei detriti semiaffondati che potrebbero costituire un pericolo per la navigazione, la pulizia delle aree ripariali, il monitoraggio costante del letto del fiume.”

http://www.romatoday.it/politica/sicurezza-tevere-aggiudicato-bando-regionale.html

Qua la zampa

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