Una barca per connettere le sponde del fiume, all’interno della riserva del litorale romano, tra il G.R.A. e il mare.

La Scafa e la storia

All’interno dell’Operazione Patronus – racconti dal basso e delle visioni tiberine, recuperiamo la memoria della scafa per immaginare un collegamento tra le due sponde, all’interno della riserva del litorale romano.

I fiumi rappresentano da sempre una risorsa fondamentale per le popolazioni. Vie di comunicazione, fonte di acqua potabile e di energia… ma anche confini da superare. La Citta’ Eterna si e’ sviluppata proprio intorno all’Isola Tiberina, il punto dove era piu’ facile attraversare il corso d’acqua.
Prima che l’uomo costruisse ponti, l’alternativa al guado era una imbarcazione, eventualmente assicurata ad una fune tesa tra le sponde per affrontare la corrente e agevolare l’avanzamento.

Caronte

E ’l duca lui: «Caron, non ti crucciare:
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare».

Quinci fuor quete le lanose gote
al nocchier de la livida palude,
che ’ntorno a li occhi avea di fiamme rote.

(Inferno, canto III)

(La barca de Caront, Josep Benlliure Gil, Museu de Belles Arts de València)

Tra le figure dei traghettatori, la storia rimanda a Caronte, presente nel periglioso viaggio dantesco. Nella mitologia greca, Caronte o Kharon (dal greco Χάρων, “ferocia illuminata”) è il traghettatore dell’Ade. Sulla sua barca trasporta le anime attraverso l’Acheronte, il fiume che divide il mondo dei vivi da quello dei morti. Il nocchiero è disposto ad accogliere sulla sua barca solo le anime che hanno un tributo da rendergli: da qui l’usanza (anche questa trasversale a molte religioni) di lasciare, nel ricomporre il corpo del defunto, un obolo sotto la lingua o due monete appoggiate sugli occhi. Per le anime che non possano pagare il tributo solo un Limbo eterno e una via di mezzo tra la vita e la non-vita. (da prolococastelcampagnano.it )

Lu scafaiuolu

La scafa, nei secoli, e’ stata occasione di lavoro per intere generazioni.

La scafa attraversava il fiume continuamente durante la giornata; essa era una zattera che il proprietario, ‘lu scafaiuolu’, teneva diritta nel suo breve tragitto tramite una corda di ferro, sorretta da 2 pali per parte ben ancorati al terreno delle 2 sponde. La Scafa era adibita al trasporto di persone, di animali, qualche volta anche di carretti trainati dagli asini, di merce varia.

“E’ accertato che chiunque attraversi a piedi con le predette scafe è tenuto al pagamento di 9 grana allo scafaiuolo. II mastro carpentiere che attraversa con i ferri del mestiere deve pagare un pedaggio di 12 grana e mezzo. La meretrice deve pagare 12 grana e mezzo. Chi attraversa con cavalli, muli o asini carichi di libri rilegati con copertina paga 12 grana e mezzo. Se invece porta un libro non rilegato non paga nulla.” (da Le scafe del fiume Garigliano)

la scafa sul Volturno (da Casertasera)

Il traghetto di Leonardo

Sfruttando la corrente del fiume ed un cavo teso tra le sponde, e’ possibile spostare una imbarcazione da una sponda all’altra senza la necessita’ di remare. I primi studi sembrano risalire al 1500, testimoniati da un disegno che raffigura il traghetto (detto “porto”) vincolato ad una fune.

porto della Canonica di Vaprio

La Scafa Tiberina

Anche sul Tevere, nei pressi della foce, ai tempi della bonifica del litorale romano ad opera dei braccianti ravennati e prima  della costruzione di un ponte che superasse il fiume, le due sponde erano collegate da una scafa.

i ravennati sul Tevere

Nel 1916 il servizio del traghetto fu sostituito da due ponti in traliccio di ferro, che rimasero in uso fino al 1943, quando i tedeschi li distrussero. Per sostituirli, nel 1950, venne costruito il ponte della Scafa, inaugurato il 2 dicembre dello stesso anno. (da olympic2000)

la scafa sul Tevere nei pressi della foce, sullo sfondo Tor Boacciana

Progetto Studio Structura

Il progetto della ciclabileFieraMare  presentato al #PUMS2019  per connettere insieme i quartieri dell’entroterra da Castelporziano al Tevere (passando per l’Infernetto, Acilia Sud, Casal Palocco, AXA, Dragona e Dragoncello), per raggiungere la FieradiRoma prevede anche l’attraversamento del fiume Tevere tramite passaggio in chiatta.

(Comitato Pendolari della Roma-Lido, Insieme per la Curtis Draconis Associazione, OstiainBici, Structura S.r.l., CDQ Casaletto Sanpaolo Case Basse CDQ Quartiere Dragoncello)

Festa della Scafa

Con l’intento di connettere le due sponde all’interno della riserva, si sono nel tempo avvicendate iniziative pensate e realizzate dal basso.

“Quasi ogni giorno, prima e dopo la Guerra, attraversavo con mia madre il fiume e, tramite la Scafa, venivo a coltivare la terra. La domenica portavamo le fascine di fieno, qualche gallina e uova al mercato  e con il ricavato compravamo gli alimenti necessari al sostentamento (pasta, olio, patate, castagne)…sono stati tempi di grandi sacrifici e di indicibili sofferenze ….. che paura ma anche quanta gioia ad attraversare con la scafa; ancora oggi mi capita di andare ad osservare il fiume, esso è là quasi immutato…ma senza la scafa!
Ogni anno, tra i mesi di luglio ed agosto, sulla strada che scendeva verso il porticciolo, veniva organizzata ‘La Festa della Scafa’ che vedeva la partecipazione della popolazione delle comunità poste sulle due rive. Ero bambino ma ricordo perfettamente e con nostalgia la festa; ognuno portava da mangiare e mio nonno, lu scafaiuolu, era il personaggio più festeggiato…si mangiava a sazietà, si beveva il buon vino paesano e si ballava fino all’alba del giorno successivo allorquando nonno Giuseppe doveva riportare la gente in questa parte del fiume per il ritorno a casa “. (da LE SCAFE DEL FIUME GARIGLIANO)

Nel 2015 il Comitato Promotore per un Sistema Archeologico Integrato fra Ostia e Fiumicino, sotto il ponte della Scafa, organizza una giornata durante la quale viene tesa a forza di braccia una corda, a rappresentare l’unità dei due territori Ostia e Fiumicinio. (da Fiumicino online)

Nel 2019, i Volontari della Discesa Internazionale del Tevere mettono in acqua un megasup per attivare un servizio di traghettamento temporaneo.

(Il fotoracconto dell’edizione del 2019)

Il club della scafa

Dopo secoli di abbandono, la tradizione della scafa viene riscoperta per turisti e residenti. Traghettatori di tutto il mondo…. unitevi!

Basilea

“Sotto i cinque ponti sul Reno di Basilea transitano i quattro traghetti “Wilde Maa”, “Leu”, “Vogel Gryff” e “Ueli”, con i quali è possibile attraversare il fiume senza motore, solo con la forza della corrente. Questo tipo di trasporto non affascina solo i turisti, ma anche gli abitanti del posto, che ne fanno regolarmente uso.” [ segue >>> ]

Drava

(la scafa attiva in Austria, lungo la ciclovia della Drava )

Nazzano

La scafa artigianale realizzata da Mauro nella riserva di Nazzano durante la Discesa Internazionale del Tevere del 2018.

(notare i cavi aerei tirati in previsione di posizionare una scafa in loco, mai attivata per via della assenza di corrente)

Qua la zampa

Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

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la Scafa Tiberina