Una pubblicazione del 1988 presenta il progetto di un itinerario ciclabile lungo il Tevere: le future Terre del Nord della Regina.

Bicincontri sul Tevere

All’interno dell’Operazione Patronus – racconti dal basso, presentiamo una pubblicazione del 1988  contenente la proposta di un itinerario ciclabile lungo il Tevere, ad opera del gruppo “Pedale Verde” della “Lega per l’Ambiente del Lazio”.

Quando riuscimmo ad averne una copia, grande fu il moto di empatia nel leggere il capitolo che introduceva alle bellezze delle pianure golenali oltre Ponte Milvio, presentando un itinerario ciclabile che risaliva il fiume percorrendo l’argine in sponda destra.

Pavimentato due anni dopo, nel 1990, sotto la giunta Carraro, quel percorso  rappresenta il primo tratto metropolitano della  futura Regina Ciclovia Tiberina: le Terre del Nord. Negli anni successivi la pista verra’ ampliata fino a raggiungere il GRA a Mezzocammino, 33 km che  tagliano Roma da nord a sud in compagnia della maesta’ del Tevere.

The Regina Ciclarum
La Regina Ciclarum

La pubblicazione

All’interno dell’Operazione Patronus (racconti dal basso), condividiamo con piacere il testo di alcune pagine. Il secondo capitolo in particolare, descrive con dovizia di particolari l’itinerario, da ripercorrere mentalmente sovrapponendolo alla realta’ che tutti noi abbiamo pedalato piu’ volte. In particolare, si segnala il paragrafo che spiega come superare il rivolo dell’Aniene. A quel tempo non c’era la ciclabile ne’ tantomeno il Ponte di Legno.

(I contenuti a tutto tondo dalla collezione Tevere360. Muovere mouse/cell per cambiare direzione di visuale. )

Lo stesso percorso e’ stato recuperato nel 2017, come variante durante i lavori di manutenzione che interdirono il passaggio sul Ponte.

Parco fluviale Valle del Tevere

Il territorio del parco fluviale Valle del Tevere è compreso tra la diga di Castel giubileo, Ponte Milvio e via Capoprati. In quest’area il fiume costituisce un cuneo verde di rara bellezza paesaggistica.
Nel suo itinerario, il Tevere crea alcune anse le quali racchiudono ai lati ampie zone alluvionali, dove la vegetazione, proprio con la sua presenza, forma un’uniforme spalliera spontanea lungo le rive.
La vegetazione in questi luoghi è composta da salici, pioppi, pioppi bianchi e piante acquatiche; questo territorio agro-fluviale è senz’altro uno dei più interessanti dal punto di vista naturalistico.
L’habitat fluviale è composto da aree golenali, dagli argini e da ampi pianori. Un ecosistema unitario, non separabile, che meriterebbe un utilizzo ben diverso da quello attuale che vede i continui saccheggi del territorio.
Alcuni complessi costitutivi sono ancora conservati, come ad esempio la piana di Tor di Quinto, quella  dei campi sportivi dell’Acqua Acetosa, l’ippodromo di Tor di Quinto nonché la zona di via Capoprati e i capannoni abbandonati di Grottarossa, i quali potrebbero essere utilizzati per servizi ed attività socio-culturali purtroppo assenti nei quartieri limitrofi.
Quindi a nostro avviso ci sono le condizioni per un intervento che faccia di questo ampio tratto del Tevere una grande scultura al servizio della città.
Infine lungo gli argini si potrebbe, senza troppe spese, realizzare una rete di ciclabili e di percorsi naturalistici (proposta Rossi-Doria).

Itinerario parco fluviale Valle del Tevere

Il punto di partenza di questo itinerario è l’isola pedonale di Piazza del Popolo. Il tratto urbano si sviluppa per lungotevere Flaminio fino a piazza Maresciallo Giardini.
Arrivati a via Capoprati inizia il nostro percorso ciclabile e per 2 km circa si pedala lungo il biondo Tevere sulla stradina via Capoprati, chiusa al traffico.
All’altezza di Ponte Milvio, contornato da platani, si imbocca viale tor di Quinto e passando sotto il ponte della via Olimpica si gira a destra per via Baiardo, una  stradina secondaria che costeggia i campi sportivi di tor di Quinto.
Dopo 150 metri, sulla sinistra inizia uno sterrato ciclabile che si snoda in mezzo ad una distesa di prati a pascolo. All’orizzonte si intravede il Tevere e si evidenzia una vegetazione di rara bellezza paesaggistica. Per evitare la ferrovia occorre scendere sulla destra passando sotto un ponte, risalendo immediatamente per l’argine. Percorrendo l’argine appare l’interessante panorama agro-fluviale. Per evitare di nuovo la ferrovia si gira a sinistra, su di un viottolo pedalabile. Questo viottolo si collega con una strada secondaria senza nome che conduce in viale tor di Quinto al numero 844.
Girando a destra tra campi coltivati nella Valle del Tevere, si imbocca la via Flaminia in direzione di Labaro. Poi fate attenzione, perché ci veniamo a trovare su di una strada molto pericolosa. Dopo 200 m, giriamo a destra per il primo cavalcavia in direzione di via Roccalvecce.
All’incrocio di questa strada con via Vitorchiano, giriamo a sinistra dove c’è una strada campestre che riconduce sull’argine del Tevere. I lati di questo sterrato pedalabile sono ricoperti di canne. Ci troviamo senz’altro su uno dei punti più belli e panoramici del parco fluviale, la vegetazione è composta da salici, da pioppi ed a pioppi bianchi, nonche’ numerose piante acquatiche.
Continuando a pedalare sull’argine, contornato da prati e  pascoli, spicca un paesaggio agro-ambientale. L’itinerario ciclabile continua fino a Castel giubileo ma è consigliabile girare a sinistra nei pressi di una fattoria dove, finita la strada sterrata, girando a destra, c’è un cavalcavia in direzione di Saxa rubra.
Pedalando per questa strada carrozzabile si svolta sulla sinistra per una leggera salita: siamo in via Quarto Paperino, contornata da secolari pinus pinea e da ville dove si svolse la famosa battaglia di Saxa rubra fra Romani ed Etruschi.
Attenzione, in questo punto ci si può perdere: e’ quindi consigliabile continuare su di via di Quarto Paperino percorrendo la quale, quando incontriamo una sbarra dove esiste un passaggio pedonale, giriamo a sinistra e dopo un falsopiano incrociamo via di Grottarossa.
La traversiamo in direzione di una strada campestre: via di Grottarossa numero 1200, dove troviamo una formazione di pinus pinea ed alcuni acacie. Seguendo questa stradina, dopo una discesa rilassante notiamo sulla sinistra un ampio pianoro dove, oltre una magnifica vegetazione a macchia mediterranea, c’è un paesaggio rulare ancora tipico della campagna romana. Questo borgo agricolo si chiama Grottarossa vecchia. A questo punto, seguendo le indicazioni, ci immettiamo sulla Flaminia per tornare in città.
la manifestazione dell’epoca sull’argine, quando era ancora in terra battuta (photocredits: Marco Pierfranceschi)

Riferimenti

Bicincontri nei parchi – Itinerari cicloturistici nella fascia verde della cintura urbana.

Pubblicazione a cura dell’Assessorato allo sport e al turismo della Provincia di Roma.
Anno 1988

Alcuni brevi itinerari nei parchi intorno a Roma. A cura di Pedale Verde e della Lega per l’ Ambiente del Lazio.

La storia della Via al Mare

Un breve racconto per provare a ripercorrere la storia della Via al Mare. Dal lontano 1988 ad oggi, il faticoso percorso di consapevolezza per riavvicinarsi al fiume e ai suoi territori. [ segue >>> ]

Il Progetto ReginaCiclarum

Il progetto ReginaCiclarum coinvolge il Tevere e i suoi territori, dalle sorgenti al mare, ad immaginare  quella che sarà la futura Ciclovia Fluviale Tiberina. Due regioni attraversate, Umbria e Lazio, 400 chilometri  e una moltitudine di geografie culturali e paesaggi umani da raccontare attraverso un sito, giornate aperte al territorio, attivita' di rigener-azione, approfondimenti tematici, .... [ segue >>> ]

Qua la zampa

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Bicincontri sul Tevere – 1988
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